Home Scelta Donna perversa stimolazione di tutte le zone erogene

Fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud

Donna perversa stimolazione 46625

Pinterest Si chiama «armpit sex», sesso ascellare, ed è la pratica sessuale che si è particolarmente diffusa tra i giovani come alternativa alla penetrazione vaginale di cui ricreerebbe l'ambiente caldo-umido nel rapporto uomo-donna oppure donna-donna. Scientificamente si chiama mascalagnia ed è probabilmente meno celebre della podofilia, il feticismo del piede, che vanta una tradizione ben più ricca di citazioni letterarie e cinematografiche un esempio fra tutti? Stimolando al meglio parti non prettamente intime, inoltre, si creeranno i presupposti per un incontro erotico ad alto tasso di soddisfazione. Ne ha parlato in modo approfondito anche Marcia Durante nel libro Il tuo punto G, una guida alla scoperta delle zone stimolatrici del piacere, che non sempre coincidono con quelle canoniche, ma che possono ugualmente trasformarsi in valide centraline dell'eccitazione.

Un rapporto sessuale appagante non si limita soltanto al pene e alla fodero. Cosa sono le zone erogene? Se sei tu a pensare che alcune zone erogene vengono trascurate durante i rapporti, magari potresti lasciare questa facciata aperta e visibile sul tuo leggero la prossima volta che esci per andare a fare la spesa. Iniziamo a scoprire le otto zone erogene che devi assolutamente conoscere. Le labbra sono considerate infatti tra le prime zone erogene sia femminili che maschili. Da provare: concediti un bacio apatico e passionale, come nei film; bacia le labbra del partner e dolcemente accarezzale con la lingua. Oppure: massaggia e accarezza le labbra del amante con le tue labbra e analisi a premere le une contro le altre in modo giocoso ma fine, mordicchiandole con dolcezza o usando addirittura un pollice per toccarle. Da provare: alterna i baci sul collo a piccoli morsi, il contrasto è fermamente eccitante.

Zalta a c. Adreose e R. Cantini, Milano, il Saggiatore, Campbell, K. Williams, L. Birke, G. Bendelow a c. Heller et al.