Home Fantasie Essere sfondata in tutti buchi senza pieta del buon tempo con me

Primeval Episodio 6.1

Essere sfondata in 25951

Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre quella. Campa cavallo che l'erba cresce. Cane che abbaia non morde. Cane non mangia cane.

Nuvole, nuvole sempre le nuvole scendono basse a sottrarti ai miei occhi, e ogni volta il cielo muta le nuvole in radioso vapore disegnando il tuo sguardo con i colori argentati della sua mezzaluna. Il tuo individuo, persino il tuo … ogni acrobazia scappare, ritornano sempre a rifulgere nelle mie dissonanze, bagliori armoniosi che accordano il tempo e le sue asimmetrie. Amore Amore che parola profonda risiede nel cuore. Come il mantice della fucina Nella vecchia officina dove impegno il mio cuore, le mie inquietudini e i miei sentimenti sono forgiati sopra l'incudine e l'aria insufflata dai tuoi sospiri soffia sul fuoco delle passioni come il mantice della acciaieria. Quando il vento si alza dal mare le onde si placano, più tersi si mostrano gli occhi, la bocca si dischiude al sorriso, gli occhi si fanno calmi e più dolci. E il tuo volto in totale pienezza mi rivela un all'unanimitа di mille emozioni, tu che sei, molto più di ogni universo. In fondo al cuore In fondo al cuore una tormenta e un ingiustamente orrendo, trasportato dal freddo intenso di questo inverno.

Premessa[] Buongiorno io sono Crasraptor e questa pagina è dedicata al primo aneddoto della sesta stagione di Primeval. Aneddoto 6. Io faccio parte dell'ARC un associazione governativa segreta che si occupa delle creature del passato e del futuro che escono dalle anomalie dei portali spazio temporali! La mia apostolato era entrare nell'ARC per capire chi e come avrebbe causato la calamitа. Philip è morto invano nel adatto tentativo di fermare la Nuova Albore la sua invenzione che inconsapevolmente avrebbe causato la quasi fine del mondo! Noi l'abbiamo fermata poi!

Gli spazi chiusi di Osaka erano essenzialmente tutti uguali. Almeno per lui. Appartamenti, bar, negozi, e persino i ristoranti dove si serve il fugu — il famigerato pesce palla velenoso — sembravano essere più simili a delle scatolette piuttosto che a dei luoghi di ritrovo. Claustrofobici contenitori fatti di cemento, legno e carta di allegria. Era in Giappone da quasi un anno e mezzo. A quel bucato, questi esserini tarantolati avrebbero cominciato la migrazione verso le zone residenziali della città, o si sarebbero semplicemente riversati in quel gigantesco organismo pulsante affinché erano le vie del centro. Ciascuno gesto, dialogo, scopata mercenaria ed ciascuno fottuto pasto erano accompagnati da un rumore, da un suono della cammino o uno stramaledetto vociare di sottofondo.